La soffiatrice di vetro

La scorsa settimana su Rai tre ho visto un film tratto dal romanzo omonimo “La soffiatrice di vetro” pubblicato in Italia da Beat nel 2016.

Si tratta di romanzo storico che racconta la storia di due sorelle che rimaste orfane si trovano da sole ad affrontare le avversità della vita in un ambiente molto ostico. La storia si sviluppa a Lauscha, città famosa della Germania per la sua arte vetraia e dove nacque l’idea di creare addobbi per l’albero di Natale in questo materiale. Il padre delle due ragazze, quando ancora era in vita, le insegna l’arte di soffiare il vetro, di cui lui era maestro, insegnandole tutti i trucchi del mestiere. Dopo la morte del padre le due sorelle non potranno utilizzare quanto appreso dal padre in quanto l’arte del soffiatore di vetro era esclusiva prerogativa maschile e vietata in modo assoluto alle donne.

Le due sorelle si troveranno quindi sole a dover affrontare le difficoltà della vita, una troverà un posto come assistente commerciale presso una vetreria e l’altra dipingerà invece i vasi nel laboratorio artigianale di un compaesano. La storia si snoda in vicende che fanno emergere la crudeltà e lo schiavismo che si cela dietro il lavoro delle donne in quel periodo.

Le protagoniste subiranno molte umiliazioni e dovranno sopportare il tutto per una paga misera. Sino a quando armate di coraggio decideranno di dare nuovamente vita al laboratorio del padre, sfidando le corporazioni dei soffiatori di vetro. Da qui in poi le due sorelle dimostreranno le proprie capacità riuscendo ad ottenere successi ed apprezzamenti per la qualità e l’originalità degli oggetti creati, tra cui le palline di vetro di Natale sino ad allora sconosciute.

Un libro sulla condizione femminile alla fine del diciannovesimo secolo di cui consiglierei la lettura a tutti gli aspiranti imprenditori.

Una storia da cui si traggono interessanti informazioni sulle caratteristiche importanti per realizzare un’impresa di successo. Voglia di autonomia, creatività, fame, e soprattutto talento e spirito combattivo. Nella protagonista del film troverete tutte queste doti.

Un film ed un libro che oltre a rappresentare uno spaccato sulla condizione femminile alla fine dell’800 ci conduce per mano in un percorso didattico sulla creazione di impresa. Guardatelo anche voi o leggete il libro e fatemi sapere.

Ah dimenticavo, tra le componenti elencate per ottenere successo nella creazione di un’impresa ne ho dimenticato uno: un pizzico di fortuna.

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% Commenti (1)

Bellissima “impresa” al femminile, grazie Giuseppe per la recensione. Alla base di ogni storia di succcesso troviamo sempre la bravura, la competenza e la capacità ma anche la fortuna 🙂

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